Il gioco d’azzardo in Italia: il resoconto del Seminario di formazione del 6 dicembre a Vicenza

Si è svolto mercoledì 6 dicembre, presso la Sala consiliare del Comune di Vicenza, il Seminario di Formazione dal titolo “Il gioco d’azzardo in Italia: quadro legislativo, problematiche sociali e criminali, buone pratiche dei Comuni”.

L’incontro, rivolto agli amministratori locali, alle associazioni e a tutta la cittadinanza, e organizzato con il patrocinio del Comune di Vicenza, si è tenuto nell’ambito del progetto Conoscere le mafie, costruire la legalità2, finanziato e promosso dalla Regione Veneto in collaborazione con Avviso Pubblico. Al seminario sono intervenuti rappresentanti istituzionali, della magistratura e delle forze dell’ordine, esperti del settore ed amministratori locali.

Ad aprire il Seminario di formazione è stato l’intervento del prefetto Dr. Umberto Guidato il quale ha spiegato come “il gioco d’azzardo è un problema trasversale che bisogna affrontare dal punto di vista sociale, sanitario, ma anche in relazione alla presenza e agli interessi mafiosi. E’ necessario informare e formare sempre di più gli amministratori locali, gli operatori sociali, le forze dell’ordine e i cittadini sui rischi connessi al comparto del gioco, per prevenire e contrastare l’avanzamento di questa piaga che sempre di più impoverisce i nostri territori con pesanti ripercussioni dal punto di vista sociale”.

A seguire il Consigliere comunale Raffaele Colombara, referente per la provincia di Vicenza di Avviso Pubblico, ha aggiunto: “Vicenza è una delle prime città del Veneto ad essersi occupata del problema del gioco d’azzardo, sia attraverso diverse ordinanze che hanno limitato l’utilizzo delle slot, sia con iniziative di prevenzione condotte in collaborazione con Aulss, Caritas, cooperative e privati. I dati ci dicono quanto il fenomeno sia in espansione per denaro speso e per numero di persone dipendenti dal gioco, per questo dobbiamo attrezzarci e conoscere gli strumenti che gli enti locali hanno a disposizione per arginare un fenomeno pericolosamente sfuggito di mano”.

“Chi sta sul territorio, ad esempio la Polizia locale, può raccogliere informazioni anche in relazione agli affari mafiosi nel gioco d’azzardo lecito – ha precisato il Colonnello Carlo Pieroni, capocentro della Direzione Investigativa Antimafia di Padova – Ad esempio sul numero delle sale da gioco intestate alla stessa persona oppure sull’imposizione agli esercenti dello stesso fornitore di slot machine. Sono evidenze, frutto di un’osservazione della realtà, che devono essere segnalate alle autorità competenti”.

A seguire Simona Neri, Sindaco di Pergine Valdarno e delegato ANCI Toscana sul gioco d’azzardo, ha aggiunto: “In assenza di una normativa nazionale sul gioco d’azzardo Comuni e Regioni si sono dovuti organizzare per dotarsi di norme autonome. Questo ha creato diversi problemi. C’è per esempio un problema di regolamentazione degli orari: i vari TAR hanno impugnato le ordinanze sindacali creando una situazione a macchia di leopardo e comportandosi in maniera diversa in base alle ordinanze emesse dai Comuni. Noi come Anci Toscana abbiamo elaborato negli scorsi mesi una bozza di regolamento che abbiamo distribuito a tutti i Comuni per inserire ulteriori luoghi sensibili sulla distanza di 500 metri per le nuove aperture. Adesso attendiamo l’uscita del decreto attuativo dell’intesa in Conferenza unificata”.

“L’azzardo non è un gioco, è un problema sociale con risvolti anche criminali che dobbiamo assolutamente affrontare – ha dichiarato il giornalista Gianni Belloni, collaboratore de Il Mattino di Padova -. Il Decreto Balduzzi ha dato la possibilità anche al gioco illegale di ampliarsi incredibilmente. Le mafie si sono inserite nel settore investendo denaro di provenienza illecita attraverso il controllo delle sale slot, di società del settore ma anche attraverso strumenti tecnologici, come l’inserimento di bug e altro come hanno ben evidenziato l’inchiesta Gambling condotta dalla DDA di Reggio Calabria e l’inchiesta Black Monkey condotta dalla DDA di Bologna. Attraverso i canali del gioco di Stato le mafie riciclano denaro sporco, si infiltrano nell’economia legale, generano corruzione”.

A chiudere il seminario l’intervento di Angela Gregorini, Vicesindaco di Pavia e responsabile sul gioco d’azzardo per Avviso Pubblico, la quale ha raccontato come il suo Comune, che nel 2013 è finito sulla copertina del New York Times come “capitale mondiale dell’azzardo”, oggi è diventato un modello di prevenzione e contrasto: “Il mio Comune ha deciso di organizzare eventi finalizzati a diffondere la cultura del gioco sano. Pertanto tutti i locali che si sono dichiarati interessati a dismettere le slot, e in parte anche coloro che già non le avevano, sono stati coinvolti insieme a scuole, associazioni, allo scopo di sostituire il gioco d’azzardo con il gioco sano, organizzando campionati di briscola, giochi di ruolo, esibizioni di danza e di atletica all’interno o all’esterno dei locali coinvolti. Nell’arco di un solo anno, 23 locali cittadini hanno rinunciato alle slot su un totale di 137 mappati: più del 15%”.

Ai partecipanti è stato anche consegnato in omaggio il libro ‘Lose For Life – Come salvare un paese in overdose da gioco d’azzardo’ un saggio autorevole, curato da Claudio Forleo e Giulia Migneco, con i dati più aggiornati, le riflessioni di alcuni tra i maggiori esperti del settore ed esempi di buone pratiche messe in campo dagli Enti locali contro il gioco patologico e le infiltrazioni mafiose.
Per maggiori informazioni si invita a visitare il sito www.conoscerelemafie.it oppure ad inviare una mail al seguente indirizzo: tutor@avvisopubblico.it
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